Decreti controllo e formazione per l’antincendio: la circolare dei Vigili del Fuoco
Con la circolare 14804 del 6 ottobre 2021, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha riportato i primi chiarimenti sul cosiddetto “decreto controlli”.
Con la circolare 14804 del 6 ottobre 2021, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco ha riportato i primi chiarimenti sul cosiddetto “decreto controlli”.
La gestione della sicurezza antincendio, rappresenta “una misura antincendio fondamentale che, pur non prevedendo gli interventi di carattere impiantistico/strutturale richiesti invece dalle altre misure antincendio”, necessita comunque di “un accurato studio preventivo e di un'attenta progettazione, documentabile in una specifica relazione tecnica, nonché di una fedele attuazione pratica”.
In base alle misure di gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed emergenza, il datore di lavoro “designa i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, di seguito chiamati «addetti al servizio antincendio», ai sensi dell'art. 18, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, o sé stesso nei casi previsti dall'art. 34 del medesimo decreto”.
Il Testo Unico in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (Decreto Legislativo n 81 del 9 aprile 2008) , specifica al comma 3 che i Ministri dell’Interno, del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali adottano uno o più decreti nei quali saranno definiti i criteri necessari ad individuare.
Se già in passato molto spesso ci siamo trovati “schiavi della scrivania”, con l’emergenza sanitaria e lo smartworking, senza dubbio la nostra sedentarietà è aumentata.
Tra le conseguenze del Covid legate all’aspetto lavorativo c’è l’aumento del lavoro agile, o più comunemente smart working.
La responsabilità, in quanto committente, dell’amministratore di condominio per la morte di un dipendente dell’impresa appaltatrice precipitato a terra durante i lavori di ristrutturazione di una facciata.
A seguito di un incidente di qualche anno fa dove persero la vita quattro lavoratori a causa dello scoppio di un serbatoio, la Cassazione si è espressa sulle responsabilità dei diversi soggetti coinvolti.
Esiste un documento Inail che analizza gli impianti di rivelazione incendio e di segnalazione allarme incendi.
L’articolo 181 del Titolo VIII (Agenti fisici) del d.Lgs. 81/2008 indica che il datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici "in modo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezione con particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi".
Chi è il preposto? A prima vista, la risposta sembra semplice: è la persona che, nell'organizzazione aziendale, sovrintende all'attività lavorativa e vigila sul rispetto delle disposizioni di sicurezza. Ma cosa significa, concretamente, vigilare?
Avere un sistema di gestione della salute e sicurezza sul lavoro significa essere conformi a una norma? Sì, ma non basta. Perché il vero obiettivo di un Sistema di Gestione della Salute e Sicurezza sul Lavoro (SGSL) non dovrebbe essere arrivare alla certificazione e poi considerare il lavoro concluso.
L'amianto appartiene ormai al passato dell'edilizia e dell'industria, ma il rischio legato alla sua presenza è ancora molto attuale. La sua pericolosità non dipende infatti soltanto dalle attività di bonifica o rimozione. Materiali contenenti amianto possono essere ancora presenti in edifici, impianti e strutture realizzati in passato e possono diventare una fonte di esposizione durante lavori di manutenzione, ristrutturazione, demolizione o interventi sugli impianti.
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