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Rischi Smart Working: le linee guida di indirizzo del CNI

Rischi Smart Working: le linee guida di indirizzo del CNI

Tra le conseguenze del Covid legate all’aspetto lavorativo c’è l’aumento del lavoro agile, o più comunemente smart working.

Ciò nonostante, non sono ancora ben chiari gli effetti di questa modalità di lavoro sui rischi per la salute e la sicurezza.

È necessario approfondire le modalità di lavoro dello smart working, facendo riferimento ai possibili rischi e alle collegate misure di prevenzione e protezione. Il Consiglio Nazionale degli Ingegneri (CNI) ha prodotto e pubblicato le "Linee di indirizzo per la gestione dei rischi in modalità smart working".

Il documento sottolinea tre punti principali:

  • I problemi dello smart working e le nuove linee di indirizzo
  • La normativa vigente e la definizione del lavoro agile
  • L’indice del documento del CNI

I problemi dello Smart Working e le nuove linee guida di indirizzo

Come si legge nel documento la scarsa conoscenza dello smart working ha “generato nelle aziende private e in quelle pubbliche notevoli fraintendimenti causati da una generalizzazione mediatica assolutamente errata, portando spesso a classificare il telelavoro in tale ambito”, quindi, tra gli obiettivi del documento rientra quello di fornire precisazioni in merito ad alcune modalità di lavoro non classificabili come smart working.

Successivamente, vengono analizzate le situazioni di lavoro in cui è previsto il lavoro agile e il lavoro in solitudine, sottolineando come, per alcune attività, queste situazioni erano già presenti prima del Covid-19.

Il documento approfondisce “la corretta gestione delle innovative metodologie di lavoro che dovranno essere tenute in considerazione dato che ormai è evidente che le nuove tipologie di rischio possono generare criticità derivanti da fattori di rischio non trascurabili. [i luoghi di lavoro] stanno sempre più frequentemente diventando ambienti privati del singolo lavoratore, spesso non identificabili e altrettanto spesso variabili nel tempo”.

Inoltre, si sottolinea la difficile gestione dello stress collegata alla mancanza di spazi di lavoro condivisi con altre persone, alle interferenze con i propri familiari, l’identificazione delle nuove tipologie di dispositivi di protezione e misure di prevenzione e protezione.

Riguardo al lavoro agile il comma 1 dell’art.18 riporta quanto segue:

“Modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato stabilita mediante accordo tra le parti, anche con forme di organizzazione per fasi, cicli e obiettivi e senza precisi vincoli di orario o di luogo di lavoro, con il possibile utilizzo di strumenti tecnologici per lo svolgimento dell’attività lavorativa. La prestazione lavorativa viene eseguita, in parte all'interno di locali aziendali e in parte all'esterno senza una postazione fissa, entro i soli limiti di durata massima dell'orario di lavoro giornaliero e settimanale, derivanti dalla legge e dalla contrattazione collettiva”.

Ciò significa che il lavoro agile ha come scopo quello di identificare e introdurre la possibilità per il lavoratore di svolgere la propria attività nelle condizioni che considera il più confortevoli, come la scelta del luogo di lavoro, degli strumenti da adottare e delle modalità di organizzazione, in quanto deve raggiungere un obiettivo rispettandone le scadenze ma senza far riferimento agli orari canonici dell’ufficio.

Concludendo, le novità dello smart working sono:

  1. flessibilità degli orari
  2. diversità dei luoghi di lavoro in cui svolgere l’attività
  3. raggiungimento degli obiettivi e risultati concordati
  4. riorganizzazione del lavoro con approccio diverso dei soggetti coinvolti

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