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Formazione addetti antincendi: tutte le novità

Formazione addetti antincendi: tutte le novità

In base alle misure di gestione della sicurezza antincendio in esercizio ed emergenza, il datore di lavoro “designa i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione delle emergenze, di seguito chiamati «addetti al servizio antincendio», ai sensi dell'art. 18, comma 1, lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, o sé stesso nei casi previsti dall'art. 34 del medesimo decreto”.

I lavoratori designati ‘frequentano i corsi di formazione e di aggiornamento di cui all'art. 5 del presente decreto.”

L’articolo 4 del nuovo decreto del Ministro dell’Interno 1° settembre 2001 presenta l’obbligo di designazione degli addetti al servizio antincendio ribadendo appunto che: “Criteri per la gestione dei luoghi di lavoro in esercizio ed in emergenza e caratteristiche dello specifico servizio di prevenzione e protezione antincendio, ai sensi dell'articolo 46, comma 3, lettera a), punto 4 e lettera b) del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”

Formazione e aggiornamento degli addetti al servizio antincendio

L’articolo 5 (Formazione ed aggiornamento degli addetti alla prevenzione incendi, lotta antincendio e gestione dell’emergenza) del DM 2 settembre 2021 sostiene che :“il datore di lavoro assicura la formazione degli addetti al servizio antincendio”, secondo quanto previsto nell'allegato III del decreto.

Mentre per le attività di cui all’allegato IV del decreto, gli addetti al servizio antincendio conseguono l'attestato di idoneità tecnica di cui all’articolo 3 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512. E “fermo restando quanto previsto al comma 2, se il datore di lavoro ritiene necessario comprovare l'idoneità tecnica del personale esaminato con apposita attestazione, la stessa è acquisita secondo le procedure di cui all'articolo 3 del decreto-legge 1° ottobre 1996, n. 512”. Ricordiamo che il citato articolo 3 riguarda i “servizi di vigilanza e di formazione tecnico-professionale attribuiti al Corpo nazionale dei vigili del fuoco”.

Viene inoltre segnalato che: “corsi di aggiornamento con cadenza almeno quinquennale” e che “i corsi di cui al presente articolo possono essere svolti anche da soggetti, pubblici o privati, tenuti ad avvalersi di docenti in possesso dei requisiti” riportati nel decreto. Inoltre i corsi a cui fa riferimento l’articolo “possono anche essere svolti direttamente dal datore di lavoro, ove il medesimo abbia i requisiti di cui all’articolo 6, oppure avvalendosi di lavoratori dell’azienda in possesso dei medesimi requisiti”.

Contenuti minimi

Tutti i lavoratori che svolgono mansioni relative alle prevenzioni incendi devono ricevere una specifica formazione antincendio e svolgere specifici aggiornamenti e i contenuti minimi sono indicati nell’allegato III. Riguardo ciò è scritto che: “i contenuti minimi dei corsi di formazione e dei corsi di aggiornamento antincendio per addetti al servizio antincendio, devono essere correlati al livello di rischio dell’attività così come individuato dal datore di lavoro e sulla base degli indirizzi riportati di seguito”.

E l’attività di formazione ed aggiornamento, limitatamente alla parte teorica, “può utilizzare metodologie di apprendimento innovative, anche in modalità FAD (formazione a distanza) di tipo sincrono e con ricorso a linguaggi multimediali che consentano l’impiego degli strumenti informatici quali canali di divulgazione dei contenuti formativi”.

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