La sicurezza sul lavoro è da sempre un tema centrale per il Legislatore. Al fine di renderla sempre più garantita ed efficientare i processi ancora lacunosi, l’Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione con l’ente Accredia, hanno avviato da qualche mese un tavolo di lavoro al fine di pubblicare linee guida ed una prassi unitaria per quanto riguarda la sanificazione degli ambienti indoor.
L’acronimo POS sta per Piano Operativo di Sicurezza e rappresenta il piano di valutazione rischi inerenti ai cantieri edili. Questo importante documento deve contenere un elenco aggiornato e più dettagliato rispetto a quello presente nel PSC (Piano di Sicurezza e Coordinamento) rispetto all’individuazione di tutte le misure preventive, protettive ed integrative da adottare in cantiere.
Il percorso e le discussioni della Commissione UE sono stati lunghi ed articolati, ma è dello scorso febbraio la prima bozza di una Direttiva che si propone di regolamentare una serie di buone prassi, fino ad ora lasciate alla volontà dei singoli, riguardanti la catena di fornitura.
Il datore di lavoro è la figura su cui ricade la responsabilità in caso di infortuni se non causati da condotte anomale, atipiche, imprevedibili ed eccezionali che siano causa esclusiva dell’evento dannoso.
Il quadro normativo è identificato nel Decreto Legislativo 81/2008; più in particolare l’articolo 181. Proprio tra queste righe si parla del rischio di esposizione da agenti fisici in relazione ad agenti connessi al rischio microclimatico.
Rischio stress da lavoro correlato: uno dei settori più colpiti da SLC è senza dubbio quello sanitario. Naturalmente pandemia, emergenza sanitaria ed evidenti rischi biologici hanno notevolmente influito sullo stress degli operatori del settore.
Un’adeguata sicurezza sul lavoro ed una concreta prevenzione degli infortuni passano anche da una corretta e puntuale manutenzione di attrezzature, macchine ed impianti.
Rocce, terreno, acqua, aria producono radionuclidi primordiali presenti in traccia. Partendo da questo presupposto, è importante comprendere e tener conto delle implicazioni del contatto da radiazioni ionizzanti di origine naturale nell’ambito della sicurezza sul lavoro.
Investire nella sicurezza sul lavoro può tradursi non soltanto in una maggiore tutela delle persone, ma anche in un’opportunità concreta per le aziende. È stato infatti pubblicato il nuovo modello OT23 per l’anno 2027, attraverso il quale le aziende possono richiedere la riduzione del tasso medio di tariffa INAIL per aver realizzato, nel corso del 2026, interventi aggiuntivi rispetto agli obblighi previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Puoi avere il DVR aggiornato. Puoi organizzare la formazione. Puoi avere procedure, cartelli, dispositivi di protezione e istruzioni scritte. Ma cosa succede se, nella quotidianità, chi guida l'azienda è il primo a considerare la sicurezza un ostacolo?
Quando si parla di rischio chimico sul lavoro, il primo pensiero va normalmente agli obblighi previsti dalla normativa. Valutazione dei rischi, classificazione delle sostanze, formazione dei lavoratori, dispositivi di protezione, procedure operative.