Nel panorama della sicurezza sul lavoro, un tema tanto sussurrato quanto cruciale riguarda il lavoro in solitudine: quando una persona opera senza la presenza diretta di colleghi - per esempio in orari notturni, su turni isolati o all’interno di ambienti remoti - emerge un insieme di rischi specifici.
Il 24 maggio 2025 è entrato in vigore l’Accordo Stato‑Regioni del 17 aprile 2025, volto a ridefinire in modo organico la formazione obbligatoria ai sensi dell’art. 37 del D.Lgs. 81/08, con specifico riferimento alla formazione generale e specifica per i lavoratori.
Il Decreto Legislativo 81/2008 assegna al preposto il delicato ruolo di vigilanza sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Un obbligo, questo, rafforzato dalla legge 215/2021, che introduce precise competenze attive e reattive, ponendo al centro la segnalazione tempestiva delle condizioni di pericolo. Ma quanto è incisiva la responsabilità del preposto sul piano penale?
Oggi, più che mai, la valutazione del rischio stress lavoro-correlato (SLC) è un pilastro fondamentale della sicurezza aziendale. Lo si evince dal recente documento INAIL che approfondisce gli strumenti integrativi necessari a gestire i rischi psicosociali emergenti, come lo smart working e l’innovazione tecnologica.
Riconoscere e analizzare i quasi incidenti è un passo fondamentale per prevenire gli infortuni sul lavoro. Un approccio integrato tra dati, formazione e cultura organizzativa. Nel mondo della sicurezza sul lavoro, il termine “near miss” indica un evento che avrebbe potuto causare un infortunio, ma che, per circostanze fortunate, non ha avuto conseguenze.
Quando il rischio psicosociale diventa una responsabilità legale: riflessioni su una recente sentenza. Nel mondo del lavoro moderno, lo stress lavoro-correlato non è più una questione da sottovalutare o delegare all’area del “benessere aziendale”. Lo dimostra una recente sentenza riportata da Punto Sicuro, in cui si è stabilito che i disturbi d’ansia con attacchi di panico possono configurarsi come danno professionale se legati a un ambiente lavorativo malsano.
In tema di sicurezza sul lavoro, la prevenzione incendi è un aspetto fondamentale spesso sottovalutato. Comprendere le cause di un incendio e i pericoli legati ai prodotti della combustione può fare la differenza tra un rischio contenuto e un disastro annunciato. Per questo motivo, Studio Bini Engineering non solo offre consulenza tecnica in ambito sicurezza, ma propone anche corsi di formazione specifici per addetti antincendio, in linea con quanto previsto dalla normativa vigente.
Nel panorama sempre più complesso della sicurezza sul lavoro, le aziende medio‑grandi affrontano sfide significative per garantire formazione efficace, aggiornamenti normativi e coinvolgimento proattivo dei lavoratori. Studio Bini Engineering, da sempre partner di riferimento per la consulenza in materia di salute e sicurezza, offre una guida strategica per superare queste difficoltà, garantendo conformità normativa, cultura organizzativa e riduzione dei rischi.
Il Modello Unico di Dichiarazione ambientale (MUD) rappresenta un appuntamento cruciale per imprese, enti e professionisti che operano nella gestione dei rifiuti. Ogni anno, il MUD consente di rendicontare quanti e quali rifiuti sono stati prodotti e smaltiti, permettendo alle Camere di Commercio e agli enti preposti di monitorare la sostenibilità ambientale sul territorio.
Negli ultimi anni, la sensibilità verso i rischi psicosociali nei luoghi di lavoro è cresciuta in modo esponenziale. Tra questi, lo stress lavoro-correlato (SLC) è uno dei fenomeni più diffusi e, allo stesso tempo, più difficili da individuare e gestire correttamente.