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Contributi per l’efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale

Contributi per l’efficientamento energetico e lo sviluppo territoriale

Con il decreto direttoriale n. 406011 del 10 luglio 2019, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.173 del 25 luglio 2019, sono state disciplinate le modalità attuative della misura a sostegno delle opere pubbliche di efficientamento energetico, secondo quanto previsto dall’articolo 30, comma 1, D.L. 34/2019 (CD. “Decreto crescita”).

L’articolo in commento prevede l’assegnazione di contributi ai Comuni per gli interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile.

Il contributo è utilizzabile per la realizzazione di opere pubbliche destinate ad interventi di efficientamento dell’illuminazione pubblica, risparmio energetico degli edifici pubblici, installazione di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e sviluppo territoriale sostenibile: rientrano, ad esempio, in quest’ultimo ambito la mobilità sostenibile, l’adeguamento e messa in sicurezza di scuole, edifici pubblici e patrimonio comunale e l’abbattimento delle barriere architettoniche.

Possono beneficiare del contributo i Comuni che realizzano una o più delle opere pubbliche (di cui all’articolo 30, comma 3, D.L. 34/2019) in materia di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile. A titolo esemplificativo si riportano le seguenti tipologie di interventi ammissibili:

  • installazione di un nuovo impianto di pubblica illuminazione con apparecchi a tecnologia Led
  • impianti di illuminazione per campi sportivi o altre aree, purché le superfici interessate siano parte del patrimonio comunale
  • installazione di impianti non integrati in edifici, per la produzione di energia elettrica o termica, con funzione di copertura di consumi e utilizzi finali collettivi o pubblici, dalla pubblica illuminazione alle reti di ricarica elettrica per veicoli, dal consumo collettivo di edifici, anche sul modello delle cooperative di comunità, a reti di teleriscaldamento purché a beneficio locale
  • installazione di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici
  • messa in sicurezza di parapetti di mura storiche e simili, purché rientranti nel patrimonio comunale
  • bonifica o messa in sicurezza di immobili e patrimonio contaminati da amianto

I contributi in commento vengono attribuiti sulla base della popolazione residente alla data del 1° gennaio 2018, secondo i dati pubblicati dall’Istituto nazionale di statistica (si veda il decreto di assegnazione del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Ministero del 14 maggio 2019), nel limite massimo di 500 milioni di euro per l’anno 2019.

Il contributo erogabile a ciascun Comune è pari alla spesa effettivamente sostenuta dallo stesso; l’importo non può comunque superare quanto stabilito nel citato decreto di assegnazione. Qualora il costo dell’intervento sia superiore all’importo spettante, resta a carico del Comune la copertura della parte di costo eccedente.

Le opere ammissibili devono rispettare le seguenti condizioni:

  • non aver già ottenuto un finanziamento a valere su fondi pubblici o privati, nazionali, regionali, provinciali o strutturali di investimento europeo
  • essere aggiuntive rispetto a quelle già programmate sulla base degli stanziamenti contenuti nel bilancio di previsione dell’anno 2019
  • essere avviate entro il 31 ottobre 2019. Per avvio si intende la data di inizio dell’esecuzione dei lavori, coincidente con la data di aggiudicazione definitiva del contratto

Non sono invece ammissibili al contributo gli interventi di ordinaria manutenzione, di mera fornitura e la progettazione non a supporto della concreta realizzazione dell’opera agevolata.
Per attestare l’avvenuto inizio dell’esecuzione dei lavori i Comuni devono trasmettere, in relazione a ciascuna delle opere interessate, le seguenti informazioni:

  • codice unico di progetto (CUP); il CUP deve essere richiesto utilizzando la specifica modalità di generazione guidata resa disponibile nel Sistema CUP, selezionando uno dei template riferiti alla misura “Contributo comuni per efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile – DL Crescita”
  • codice identificativo di gara (CIG) per lavori
  • data di inizio e fine lavori
  • costo dell’opera da realizzare, come indicato nel quadro economico risultante dall’aggiudicazione definitiva del contratto

Il Ministero, dopo aver riscontrato la completezza delle informazioni trasmesse, determina l’importo della prima quota di contributo spettante, pari al 50% del costo dell’opera, e comunque nei limiti del 50% del contributo individuato con il decreto di assegnazione.

Studio Bini Engineering è a vostra disposizione per accompagnarvi nelle pratiche necessarie.

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La distribuzione degli obblighi prevenzionistici in caso di distacco di lavoro resta quella contenuta nell’articolo 3 comma 6 del D.Lgs.81/08.

In particolare, questa norma prevede che “nell’ipotesi di distacco del lavoratore di cui all’articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo l’obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato.”

Ricordiamo che ai sensi dell’articolo 30 del D.Lgs.276/2003 (norma che non è stata abrogata dal D.Lgs. 81/2015 attuativo del Jobs Act), “l'ipotesi del distacco si configura quando un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa.”

Un esempio.

Nel corso di lavori concernenti opere edili, una ditta aveva distaccato un lavoratore fabbro cementista presso una subappaltatrice per la realizzazione di opere in ferro.

In particolare, tali lavorazioni avevano richiesto la modifica del ponteggio in essere, al fine di disporlo in modo che potessero essere svolte le lavorazioni alle quote dei balconi. Quando il lavoratore aveva percorso una passerella composta da due o tre assi non ben ancorate al ponteggio, alcune di esse si erano rovesciate, ed egli era caduto al suolo dall'altezza di sei metri, riportando lesioni.

Al distaccante e al distaccatario era stato contestato di non aver predisposto adeguate passerelle ben fissate e munite verso il vuoto di normali parapetti e tavole fermapiede.

Si sottolinea che il distaccante è tenuto a vigilare che nei luoghi dove il proprio lavoratore è distaccato siano rispettate le misure di prevenzione e di sicurezza idonee a salvaguardarne l'incolumità e l'integrità fisica. Infatti il distaccante, dopo aver eseguito un controllo in cantiere, aveva potuto rendersi conto che occorreva... effettuare una messa a punto dei ponteggi in vista dell'esecuzione dei lavori di posa dei balconi e quindi della necessità di dotare i ponteggi delle protezioni e degli ancoraggi.

Per quanto riguarda il datore di lavoro subappaltatore distaccatario, anche se egli non aveva alcun potere sull'organizzazione del cantiere, in quanto datore di lavoro egli avrebbe dovuto verificare che fossero state attuate le misure di sicurezza necessarie e in caso negativo non iniziare i lavori di posa dei balconi in ferro.

Si ricorda che il D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, art. 30, prende in considerazione l'istituto del distacco, che si realizza quando “un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa”. In tal caso il datore di lavoro rimane responsabile del trattamento economico e normativo a favore del lavoratore e se il distacco comporta un mutamento di mansioni non può avvenire senza il consenso del lavoratore interessato. Se esso comporti un trasferimento a una unità produttiva sita a più di 50 km da quella in cui il lavoratore è adibito, il distacco può avvenire soltanto per comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive.

E quanto al requisito della temporaneità, non è richiesta una durata predeterminata sin dall'inizio nè che essa sia più o meno lunga, ma che la durata del distacco coincida con quella dell'interesse del datore di lavoro a che il proprio dipendente presti la sua opera in favore di un terzo.

Passando poi agli obblighi di salute e sicurezza, tali obblighi gravano sia sul datore di lavoro che ha disposto il distacco, sia sul beneficiario della prestazione, tenuto a garantire la sicurezza dell'ambiente di lavoro nel cui ambito la stessa viene eseguita.

Quali che siano i rapporti interni tra datore di lavoro distaccante e beneficiario della prestazione, rimane anche a carico del primo il dovere di rispettare le disposizioni prevenzionali.

Per quanto riguarda l’art. 3 comma 6 del D.Lgs.81/08, si precisa che la ripartizione degli obblighi previsti dal Testo Unico in caso di distacco “tiene conto della reale allocazione dei poteri di direzione e di organizzazione dell'ambiente di lavoro.”

La sicurezza va garantita anche ai lavoratori distaccati “sia pure per un tempo assai limitato e per un compito ben determinato”.

L’area Safety dello Studio Bini Engineering è a vostra disposizione per seguirvi nella gestione dei lavoratori in distacco.

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