Con l’obiettivo di coinvolgere tutto il “sistema Paese” nella realizzazione della campagna vaccinale anti COVID-19, valorizzando “le sinergie tra tutti gli attori in campo anche attraverso la realizzazione di punti di vaccinazione aggiuntivi a livello territoriale”, il 6 aprile è stato firmato, come ricordato anche dal nostro giornale, il “ Protocollo nazionale per la realizzazione dei piani aziendali finalizzati all’attivazione di punti straordinari di vaccinazione anti SARS-CoV-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro”.
Negli ultimi anni è stato registrato un rapido incremento dei casi di patologie degenerative dei dischi intervertebrali, riconosciute come malattie professionali.
E’ stata interessata la Corte di Cassazione in questa occasione per decidere su di un ricorso presentato dal fornitore di un macchina, presso la quale era avvenuto l’infortunio mortale di un lavoratore in un cantiere edile, condannato perché ritemuto responsabile dell’accaduto in concorso con il datore di lavoro per avere violato l’articolo 6 dell’allora vigente D. Lgs. n. 626/1994, ora sostituito dall’articolo 23 del D. Lgs. n. 81/2008, che vietava la fabbricazione e la vendita di macchine non rispondenti alle norme in materia di sicurezza sul lavoro.
Sono necessarie norme che obblighino i lavoratori a vaccinarsi? Come comportarsi in azienda con i lavoratori che non si vaccinano? Alcune riflessioni e un documento del Consiglio Nazionale Consulenti del Lavoro.
Nei lavori in quota gli ancoraggi, come ricordato nei Quaderni tecnici Inail, sono “sistemi destinati al fissaggio, ad una struttura di supporto, di opere provvisionali, di dispositivi di protezione collettiva e individuale e di attrezzature di lavoro”.
In questi mesi sono diversi gli articoli del nostro giornale dedicati alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni, in relazione alle novità normative sia a livello europeo che nazionale.
Non c’è alcun dubbio che, durante l’emergenza creata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2, il “ Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, anche nelle versioni dedicate alla sicurezza nei cantieri o a quella nel mondo della logistica, abbia rappresentato un vero e proprio faro nel mare agitato dalle incertezze, dubbi e difficoltà per aziende, lavoratori e operatori in materia di salute e sicurezza.
Lo scorso 26 giugno 2020 il Miur ha approvato mediante decreto l’ “Adozione del Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021“.
L'attività di "sanificazione" si può definire come "il complesso dei procedimenti atti ad igienizzare (rendere sani) determinati ambienti e mezzi mediante attività successive di pulizia e disinfezione".
L'amianto appartiene ormai al passato dell'edilizia e dell'industria, ma il rischio legato alla sua presenza è ancora molto attuale. La sua pericolosità non dipende infatti soltanto dalle attività di bonifica o rimozione. Materiali contenenti amianto possono essere ancora presenti in edifici, impianti e strutture realizzati in passato e possono diventare una fonte di esposizione durante lavori di manutenzione, ristrutturazione, demolizione o interventi sugli impianti.
La parità di genere in azienda non si costruisce soltanto attraverso procedure e documenti. Perché un cambiamento sia realmente efficace, deve coinvolgere le persone e diventare parte della cultura organizzativa. È proprio qui che entra in gioco la formazione.
La transizione energetica passa anche da una pianificazione più chiara del territorio. Con l'approvazione della legge regionale sulle aree idonee per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, la Lombardia definisce un quadro normativo destinato a incidere concretamente sulla progettazione di impianti fotovoltaici, eolici e altri sistemi per la produzione di energia pulita.