Tel: 0332 604300 - E-mail: engineering@gruppobini.it - WhatsApp: 334 1145838

Ambienti confinati: quali rischi e come prevenirli

Ambienti confinati: quali rischi e come prevenirli

Basta fare un rapido report degli incidenti sul lavoro che si verificano in ambienti confinati per rendersi conto che spesso gli infortuni sono di entità grave se non mortale.

Non solo: analizzando questo genere di infortunio, si comprende ben presto che gli operatori spesso non sono affatto (o comunque non sufficientemente) formati rispetto ai rischi presenti in questi ambienti.

La pericolosità degli infortuni accaduti in spazi confinati non coinvolge solo i lavoratori: spesso anche i soccorritori non riescono a valutare correttamente il rischio e gestiscono n modo scorretto il proprio intervento, a discapito dell’infortunato.

Spazi confinati e valutazione del rischio: il documento di Regione Liguria

A ricordare e sottolineare in maniera organica tutti questi aspetti ci ha pensato Regione Liguria, Azienda Sanitaria Locale n. 5, Dipartimento di Prevenzione Struttura Complessa PSAL con il  “Documento sintetico: lavori in spazi confinati DPR 177/11”, versione del 17 gennaio 2015.

I riferimenti normativi contenuti nel documento e le nozioni in esso indicate risultano di estrema importanza ed attualità in quanto un errore nell'identificazione o nella valutazione del potenziale pericolo in un ambiente confinato può avere conseguenze fatali.

I rischi degli spazi confinati

Prima di addentrarsi nelle specificità degli spazi confinati, è sempre bene ricordare che, come si legge nel documento sopra citato:

“molti fattori di rischio riscontrabili in un luogo di lavoro ‘normale’ (cioè pensato per la presenza continuativa di lavoratori) possono essere presenti anche in un ambiente confinato”.

In ogni caso le fattispecie di rischio corso negli spazi confinati sono principalmente di tre tipologie:

  • Configurazione dello spazio e delle vie d’uscita
  • Carenza di ossigeno
  • Presenza di sostanze nocive o infiammabili

Il primo caso si verifica, ad esempio, quando la via d’uscita è costituita da una botola. Lo spazio confinato porta di per sé una carenza d’aria. La scarsità di ossigeno potrebbe trasformarsi in un grave problema in caso di evacuazione improvvisa.

Il secondo caso si potrebbe verificare a causa di reazioni chimiche tra alcune tipologie di terreno e l’ossigeno presente nell’aria ma anche nelle stive delle navi o nei rimorchi dei camion come conseguenza della reazione delle merci trasportate con l’ossigeno presente nell’aria.

Nella terza fattispecie, come si legge nel documento, il rischio principale  si verifica a causa di “possibile presenza di atmosfera incompatibile con la vita. I gas e vapori possono essere presenti perché fanno parte del ciclo produttivo o perché si sviluppano per processo chimico”.

Si indica poi che il rischio più insidioso, negli ambienti confinati, è quello

 “dell’asfissia anossica, che deriva da sostanze come i gas inerte, che sono comunemente presenti in natura, non sono classificati come pericolosi e quindi non assoggettati al dispositivo di comunicazione del pericolo (etichetta, pittogramma). L’organismo umano può resistere per circa tre settimane senza cibo, tre giorni senza acqua, tre minuti senza respirare ma bastano pochi respiri senza ossigeno per mettere a rischio la sua vita. Se la carenza di ossigeno permane ne conseguono riflessi ritardati, perdita di controllo muscolare, impossibilità a reagire, perdita di conoscenza, danno cerebrale irreversibile da ipossia con paralisi, stato comatoso, progressiva morte cellulare e neuronale”.

Fonte: https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/spazi-confinati-C-46/quali-sono-i-rischi-le-misure-di-prevenzione-per-gli-ambienti-confinati-AR-21818/

Ultime notizie

Aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili: cosa cambia in Lombardia e quali opportunità per imprese e progettisti

Aree idonee per gli impianti da fonti rinnovabili: cosa cambia in Lombardia e quali opportunità per imprese e progettisti

La transizione energetica passa anche da una pianificazione più chiara del territorio. Con l'approvazione della legge regionale sulle aree idonee per gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, la Lombardia definisce un quadro normativo destinato a incidere concretamente sulla progettazione di impianti fotovoltaici, eolici e altri sistemi per la produzione di energia pulita.

Leggi tutto...

Piano Casa 2026: cosa cambia per edilizia, rigenerazione urbana e operatori del settore

Piano Casa 2026: cosa cambia per edilizia, rigenerazione urbana e operatori del settore

Il tema della casa è tornato al centro dell'agenda politica con il nuovo Piano Casa 2026, un provvedimento che punta ad aumentare l'offerta di abitazioni a prezzi accessibili, recuperare immobili pubblici inutilizzati e favorire nuovi investimenti nel settore edilizio.

Leggi tutto...

Patente a crediti nei cantieri: come funziona il recupero dei punti e cosa cambia per imprese e lavoratori autonomi

Patente a crediti nei cantieri: come funziona il recupero dei punti e cosa cambia per imprese e lavoratori autonomi

La patente a crediti è ormai uno strumento fondamentale per tutte le imprese e i lavoratori autonomi che operano nei cantieri temporanei o mobili. Introdotta per incentivare il rispetto delle norme in materia di salute e sicurezza sul lavoro, prevede un sistema di attribuzione e decurtazione dei crediti in base ai comportamenti adottati in cantiere.

Leggi tutto...

Vuoi essere informato sulle ultime novità o ricevere in anteprima offerte e promozioni?

Iscriviti alla newsletter!

Tel: 0332 604300 - E-mail: engineering@gruppobini.it - WhatsApp: 334 1145838

Studio Bini Engineering - P. IVA 02712760129 - Via per Caravate, 1 - 21036 - Gemonio (VA)

Politica per la Parità di Genere - Studio Bini Engineering

Informativa privacy  |  Area riservata  |  Contatti