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La sicurezza in una prospettiva di genere: uomini e donne sono uguali?

La sicurezza in una prospettiva di genere: uomini e donne sono uguali?

La gestione della salute e sicurezza sul lavoro in relazione alle differenze di genere, deve essere colta come una preziosa opportunità per una riflessione su cambiamenti di modelli organizzativi e, ancora prima, culturali per migliorare consolidate prassi discriminatorie che spesso pongono in una condizione di debolezza le donne lavoratrici.

Le difficoltà nella valutazione dei rischi in relazione al genere

Un primo elemento da considerare è che esiste una “segregazione” di genere, cioè "che certi lavori sono svolti prevalentemente da uomini, ad esempio nell’edilizia, nella metalmeccanica, nell’industria pesante, mentre altri sono svolti nella maggior parte dei casi da donne, ad esempio le insegnanti, le infermiere, le donne delle pulizie e così via".

Quindi se le esposizioni sono diverse a seconda del genere, perché maschi e femmine svolgono lavori diversi o perché le mansioni sono diverse, diventa difficile, anche nella letteratura scientifica, produrre studi confrontando, a parità di esposizione, i due generi.

Ipoacusie, problemi cutanei, asma bronchiale e tumori

L’intervento poi su sofferma sull’ipoacusia da rumore, una delle più diffuse patologie professionali nel nostro paese, indicando come il condotto uditivo delle donne sia più efficiente e questo comporti una migliore capacità acustica e un calo fisiologico dell’udito minore rispetto ai maschi.

Si segnala, invece, che la cute del genere femminile "è più sottile e permeabile agli agenti irritanti e sensibilizzanti e per tale motivo le patologie cutanee, principalmente la dermatite da contatto, risultano essere più frequenti nelle donne".

Riportiamo qualche breve riferimento anche riguardo all’asma bronchiale e ai tumori.

Anche per l’asma bronchiale i dati sono molto contradditori e ad oggi non possiamo dire se c’è un effetto differenziato in base al genere.

Tuttavia guardando le statistiche relative alla popolazione generale, il rischio di asma è maggiore nel maschio in età prepuberale e nella femmina in età postpuberale, per un effetto degli ormoni femminili sulla reattività immunologica. E dunque, di base, “la donna è più soggetta ad avere patologie allergiche e l’asma bronchiale professionale risulta colpire maggiormente le donne nelle grandi casistiche americane.

Infine si indica che il rischio di tumore polmonare professionale è maggiormente a carico del genere maschile, infatti, sono i maschi che risultano maggiormente fumatori e più esposti ad agenti cancerogeni professionali.

Se per il mesotelioma gli studi riportano poi un maggior rischio per i maschi (3 volte superiore), anche in questo caso la segregazione di genere gioca un ruolo cruciale.

Per ogni chiarimento contattate lo Studio Bini Engineering srl.

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