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Attenzione agli infestanti dei magazzini alimentari

Attenzione agli infestanti dei magazzini alimentari

La normativa obbliga tutte le imprese del settore alimentare al monitoraggio ovvero occorre predisporre procedure adeguate per controllare gli animali infestanti e per impedire agli animali domestici di accedere ai luoghi dove gli alimenti sono preparati, trattati o conservati (Reg. Ce 852/2004).

Quanto sopra è ancora più necessario ed evidente nella stagione calda, quando le temperature e le condizioni ambientali favorevoli consentono sviluppo e proliferazione degli agenti di infestazione. Vediamo alcuni esempi che interessano particolarmente il deposito ed in generale il magazzinaggio di alimenti.

La Calandra del Grano (Sitophilus granarius)

E’ questa una infestazione particolarmente diffusa, che può interessare anche alimenti confezionati (es. pasta secca).

La femmina rosica il seme creandovi un piccolo buco in cui depone le uova che poi sigilla con un materiale gelatinoso. Lo sviluppo larvale dura 57-71 giorni, durante i quali è indispensabile effettuare azioni di prevenzione come:

  • mantenere sollevati gli alimenti rispetto al suolo (pedane, scaffalature) e distanziati dai muri
  • ispezionare pacchi e imballaggi all'acquisizione e periodicamente dopo averli depositati in magazzino
  • pulire costantemente gli ambienti destinati a magazzinaggio, rimuovendo polveri e materiali impropri

Come eliminare i punteruoli del grano in presenza di infestazione:

  • Eliminate tutti gli alimenti infestati. Ispezionate gli alimenti in modo accurato. Sbarazzatevi di tutto ciò che può essere stato contaminato e conservate in barattoli di vetro gli alimenti superstiti
  • Sigillate qualsiasi crepa, buco o fessura presente nella dispensa e/o magazzino
  • Controllate quotidianamente la ricomparsa così da essere certi di averli eliminati completamente
  • Posizionate e controllate specifiche trappole

Tutti i rifiuti e contenitori/imballaggi dovranno essere eliminati in caso di infestazione (non vanno lasciati nei locali), compresi ovviamente gli alimenti infestati.

Scarafaggi

Gli scarafaggi sono tra i parassiti più pericolosi per la salute delle persone. Se presenti in cucina c’è il rischio che possano contaminare gli elettrodomestici come lavastoviglie e fornelli, stoviglie ma soprattutto il cibo e quindi trasmettere malattie. Attraverso le feci, la saliva e la muta gli scarafaggi possono causare gravi reazioni allergiche, eczema e asma negli esseri umani.

A causa delle loro abitudini alimentari insalubri, gli scarafaggi possono trasmettere agenti patogeni nocivi attraverso i loro escrementi.

Quando uno scarafaggio si nutre di sostanze contaminate, come ad esempio un pezzo di pollo crudo o feci di animali, l’organismo entra e rimane in sospeso nel suo sistema digestivo. L’agente patogeno sarà poi espulso negli escrementi dello scarafaggio e contaminerà superfici e alimenti.

Prevenzione innanzitutto: il modo più efficace per evitare che gli scarafaggi diffondano le malattie in azienda è quello di ridurre al possibilità di questi insetti di entrare nei locali dello stabile.

È possibile prevenire il rischio (nella foto Periplaneta americana) con:

  • pratiche di pulizia accurata
  • sigillando crepe e fessure, con trollando che le porte non abbiano luce o discontinuità rispetto alla pavimentazione
  • effettuando accurato monitoraggio, se necessario anche mediante trappole specifiche

inoltre:

  • conservare i cibi solo in contenitori o sacchetti sigillati
  • rimuovere subito i residui di cibo o rifiuti alimentari
  • rimuovere i residui di cibo sotto mobili e frigoriferi
  • lavare i piatti sporchi e pentole dopo l’uso
  • non lasciare in giro lavanderia sporca
  • durante la notte non lasciare l’acqua nel lavandino o in eventuali contenitori come secchi

In presenza di infestazione:

  • eliminare gli alimenti coinvolti
  • eliminare tutti gli imballaggi e rifiuti
  • sanificare approfonditamente i locali interessati
  • valutare e procedere con un intervento di disinfestazione

Tignola grigia della farina (Ephesia kuehniella)

La tignola grigia della farina è un insetto termofilo. Insieme alla tignola fasciata (Plodia interpunctella) è la specie più comune e diffusa di lepidottero che infesta le scorte alimentari in casa e nelle fabbriche alimentari.

Le tignole si nutrono di frutta secca, noci e nocciole, mandorle, cioccolato, ma anche di cereali e prodotti cerealicoli, di piante aromatiche e di semi.

Si ricorda che gli insetti adulti, non potendo penetrare direttamente all’interno delle confezioni, possono deporre le uova su piccoli residui alimentari (p. es. accumuli di farina, semi o briciole, negli angoli dei magazzini o dei ripiani) mentre le larve che nascono sono invece in grado di forare, con le loro mandibole, sia cartone sia plastica.

Una cosa che non tutti sanno è che questi insetti possono essere già presenti nelle confezioni sigillate sugli scaffali di negozi e supermercati, per cui la prima cosa è fare attenzione al momento dell’acquisto che gli imballaggi non contengano piccoli fori e che il prodotto non presenti grumi, impurità e filamenti.

Prevenzione: controllo delle merci in entrata: evitare di immagazzinare prodotti con confezioni rotte o evidentemente contaminate.

  • Pulizia dei locali ed attrezzature; verificare tutte le possibili fonti di infestazione presenti, ove si possano annidare le tignole: oggetti decorativi con spighe e fiori ornamentali, frutta secca, soprattutto noci e arachidi, accumuli di residui alimentari che si depositano dietro o tra le attrezzature o i mobili
  • Trattamenti periodici su mezzi di trasporto
  • Lotta con trappole a feromoni, nel caso di tignole adulte. Il mercato mette a disposizione differenti tipi di trappole a feromoni specifiche per i diversi tipi di parassiti. La trappola non è altro che un emanatore di “profumo” (il feromone, specifico per ciascuna specie) che viene posizionato su una superficie collante. I maschi verranno attratti dal “profumo” e resteranno invischiati sul collante
  • Riduzione dei tempi di stoccaggio. Considerato che lo sviluppo delle tignole, dallo stato di uova, richiede qualche settimana o mese o fondamentale ruotare la merce a magazzino molto velocemente
  • Conservare i prodotti in ambienti con bassa umidità ed a temperatura controllata, ben al di sotto della soglia ottimale di riproduzione e sviluppo dei parassiti. È evidente che più bassa è la temperatura di stoccaggio più lungo è il periodo di schiusura della uova e quindi la formazione della larva/crisalide/tignola adulta

In presenza di grave infestazione:

  • eliminare gli alimenti coinvolti
  • eliminare tutti gli imballaggi e rifiuti
  • sanificare approfonditamente i locali interessati
  • valutare e procedere con un intervento di disinfestazione

Saturno Laboratorio è a vostra disposizione per effettuare il servizio di monitoraggio ambientale, al fine di preservare i vostri prodotti da questi infestanti.

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Entro il 31 ottobre i contribuenti soggetti all’obbligo della fattura elettronica hanno la facoltà di aderire al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate per gli utenti. Come funziona e in cosa consiste?

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Celiachia: avere pentole e utensili separati per i cibi senza glutine non serve, basta seguire alcune regole

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Chi soffre di celiachia o ha un familiare che ne è affetto non deve necessariamente dotarsi di un set specifico di pentole, padelle e utensili per la cucina, basta adottare alcune semplicissime regole. Infatti, la migrazione del glutine dagli strumenti che sono entrati in contatto è troppo bassa per rappresentare un pericolo.

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Distacco di lavoro: obblighi di sicurezza e principi giurisprudenziali

Distacco di lavoro: obblighi di sicurezza e principi giurisprudenziali

La distribuzione degli obblighi prevenzionistici in caso di distacco di lavoro resta quella contenuta nell’articolo 3 comma 6 del D.Lgs.81/08.

In particolare, questa norma prevede che “nell’ipotesi di distacco del lavoratore di cui all’articolo 30 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, e successive modificazioni, tutti gli obblighi di prevenzione e protezione sono a carico del distaccatario, fatto salvo l’obbligo a carico del distaccante di informare e formare il lavoratore sui rischi tipici generalmente connessi allo svolgimento delle mansioni per le quali egli viene distaccato.”

Ricordiamo che ai sensi dell’articolo 30 del D.Lgs.276/2003 (norma che non è stata abrogata dal D.Lgs. 81/2015 attuativo del Jobs Act), “l'ipotesi del distacco si configura quando un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa.”

Un esempio.

Nel corso di lavori concernenti opere edili, una ditta aveva distaccato un lavoratore fabbro cementista presso una subappaltatrice per la realizzazione di opere in ferro.

In particolare, tali lavorazioni avevano richiesto la modifica del ponteggio in essere, al fine di disporlo in modo che potessero essere svolte le lavorazioni alle quote dei balconi. Quando il lavoratore aveva percorso una passerella composta da due o tre assi non ben ancorate al ponteggio, alcune di esse si erano rovesciate, ed egli era caduto al suolo dall'altezza di sei metri, riportando lesioni.

Al distaccante e al distaccatario era stato contestato di non aver predisposto adeguate passerelle ben fissate e munite verso il vuoto di normali parapetti e tavole fermapiede.

Si sottolinea che il distaccante è tenuto a vigilare che nei luoghi dove il proprio lavoratore è distaccato siano rispettate le misure di prevenzione e di sicurezza idonee a salvaguardarne l'incolumità e l'integrità fisica. Infatti il distaccante, dopo aver eseguito un controllo in cantiere, aveva potuto rendersi conto che occorreva... effettuare una messa a punto dei ponteggi in vista dell'esecuzione dei lavori di posa dei balconi e quindi della necessità di dotare i ponteggi delle protezioni e degli ancoraggi.

Per quanto riguarda il datore di lavoro subappaltatore distaccatario, anche se egli non aveva alcun potere sull'organizzazione del cantiere, in quanto datore di lavoro egli avrebbe dovuto verificare che fossero state attuate le misure di sicurezza necessarie e in caso negativo non iniziare i lavori di posa dei balconi in ferro.

Si ricorda che il D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276, art. 30, prende in considerazione l'istituto del distacco, che si realizza quando “un datore di lavoro, per soddisfare un proprio interesse, pone temporaneamente uno o più lavoratori a disposizione di altro soggetto per l'esecuzione di una determinata attività lavorativa”. In tal caso il datore di lavoro rimane responsabile del trattamento economico e normativo a favore del lavoratore e se il distacco comporta un mutamento di mansioni non può avvenire senza il consenso del lavoratore interessato. Se esso comporti un trasferimento a una unità produttiva sita a più di 50 km da quella in cui il lavoratore è adibito, il distacco può avvenire soltanto per comprovate ragioni tecniche, organizzative, produttive o sostitutive.

E quanto al requisito della temporaneità, non è richiesta una durata predeterminata sin dall'inizio nè che essa sia più o meno lunga, ma che la durata del distacco coincida con quella dell'interesse del datore di lavoro a che il proprio dipendente presti la sua opera in favore di un terzo.

Passando poi agli obblighi di salute e sicurezza, tali obblighi gravano sia sul datore di lavoro che ha disposto il distacco, sia sul beneficiario della prestazione, tenuto a garantire la sicurezza dell'ambiente di lavoro nel cui ambito la stessa viene eseguita.

Quali che siano i rapporti interni tra datore di lavoro distaccante e beneficiario della prestazione, rimane anche a carico del primo il dovere di rispettare le disposizioni prevenzionali.

Per quanto riguarda l’art. 3 comma 6 del D.Lgs.81/08, si precisa che la ripartizione degli obblighi previsti dal Testo Unico in caso di distacco “tiene conto della reale allocazione dei poteri di direzione e di organizzazione dell'ambiente di lavoro.”

La sicurezza va garantita anche ai lavoratori distaccati “sia pure per un tempo assai limitato e per un compito ben determinato”.

L’area Safety dello Studio Bini Engineering è a vostra disposizione per seguirvi nella gestione dei lavoratori in distacco.

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