Il mondo normativo produce documenti ad un ritmo sempre più accelerato. Fra tanti documenti, alcuni rivestono un ruolo fondamentale per un’azienda ed è bene che essa valuti attentamente l’opportunità di certificarsi secondo alcune norme chiave.
Il lavoro intermittente, noto anche come lavoro a chiamata o job on call, è una tipologia di lavoro in cui il lavoratore si pone a disposizione del datore di lavoro per eseguire delle attività in modo non continuativo, anche per periodi predeterminati nell’arco della settimana, mese o anno.
Con riferimento all'oggetto, essendo pervenute varie richieste relativamente alla corretta interpretazione delle modalità di mantenimento del regime di proroga per le attività ricettive turistico-alberghiere con oltre 25 posti letto, oltre la prima scadenza fissata al 1° dicembre 2018, si forniscono i seguenti chiarimenti.
La scelta del tipo di parapetto, e del relativo sistema di ancoraggio da adottare in una specifica realizzazione, "dipende dai rischi da eliminare e/o ridurre, preventivamente individuati nell'attività di valutazione dei rischi".
In arrivo una modifica alla normativa nazionale in materia di dispositivi di protezione individuale: il Consiglio dei Ministri ha approvato sei decreti legislativi e un decreto del Presidente della Repubblica di adeguamento dell’ordinamento interno alla normativa europea.
Il D.lgs. 81/2008 nel Titolo XI (Protezione da atmosfere esplosive), e con riferimento agli allegati L e XLIX, prescrive le misure per la tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori che possono essere esposti al rischio di atmosfere esplosive e si apre con l’art. 287, ovvero il campo d’applicazione.
Secondo i dati forniti dall’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica, resa accessibile a tutti on line, il patrimonio edilizio scolastico italiano è composto da 40.151 edifici gestiti dagli enti locali, 22.000 dei quali costruiti prima del 1970.
Pubblicato da Inail un volume che analizza elementi di flessibilità progettuale derivanti dall’applicazione del Decreto del Ministero dell’Interno 3 agosto 2015.
Per i lavori elettrici in bassa tensione (sistemi di Categoria 0 e I), il D.Lgs. 81/2008 all’art. 82 consente i lavori sotto tensione "quando le procedure adottate e le attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme tecniche (nel caso della bassa tensione le norme EN 50110-1 e CEI 11-27) e purché l’esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti dal datore di lavoro come idonei per tale attività (secondo le indicazioni delle norme citate)".
Investire nella sicurezza sul lavoro può tradursi non soltanto in una maggiore tutela delle persone, ma anche in un’opportunità concreta per le aziende. È stato infatti pubblicato il nuovo modello OT23 per l’anno 2027, attraverso il quale le aziende possono richiedere la riduzione del tasso medio di tariffa INAIL per aver realizzato, nel corso del 2026, interventi aggiuntivi rispetto agli obblighi previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Puoi avere il DVR aggiornato. Puoi organizzare la formazione. Puoi avere procedure, cartelli, dispositivi di protezione e istruzioni scritte. Ma cosa succede se, nella quotidianità, chi guida l'azienda è il primo a considerare la sicurezza un ostacolo?
Quando si parla di rischio chimico sul lavoro, il primo pensiero va normalmente agli obblighi previsti dalla normativa. Valutazione dei rischi, classificazione delle sostanze, formazione dei lavoratori, dispositivi di protezione, procedure operative.