Nei lavori in quota gli ancoraggi, come ricordato nei Quaderni tecnici Inail, sono “sistemi destinati al fissaggio, ad una struttura di supporto, di opere provvisionali, di dispositivi di protezione collettiva e individuale e di attrezzature di lavoro”.
In questi mesi sono diversi gli articoli del nostro giornale dedicati alla protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti da un’esposizione ad agenti cancerogeni o mutageni, in relazione alle novità normative sia a livello europeo che nazionale.
Non c’è alcun dubbio che, durante l’emergenza creata dalla diffusione del virus SARS-CoV-2, il “ Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, anche nelle versioni dedicate alla sicurezza nei cantieri o a quella nel mondo della logistica, abbia rappresentato un vero e proprio faro nel mare agitato dalle incertezze, dubbi e difficoltà per aziende, lavoratori e operatori in materia di salute e sicurezza.
Lo scorso 26 giugno 2020 il Miur ha approvato mediante decreto l’ “Adozione del Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021“.
L'attività di "sanificazione" si può definire come "il complesso dei procedimenti atti ad igienizzare (rendere sani) determinati ambienti e mezzi mediante attività successive di pulizia e disinfezione".
Il Coronavirus ha talmente cambiato le nostre vite che anche le domande più banali sono diventate improvvisamente complicate. Per esempio: quante persone possono viaggiare in auto?
Il DPCM del 26 aprile 2020 consente la ripresa dell'attività edilizia richiedendo il rispetto del “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro (allegato 6, di seguito "protocollo condiviso") e del " Protocollo condiviso di regolamentazione per il contenimento della diffusione del COVID-19 nei cantieri".
In riferimento a questi ultimi punti, che hanno destato numerosi interrogativi e preoccupazioni sia fra i datori di lavoro che fra i tecnici della prevenzione, la circolare precisa che "il riconoscimento dell’origine professionale del contagio si fonda su un giudizio di ragionevole probabilità ed è totalmente avulso da ogni valutazione in ordine alla imputabilità di eventuali comportamenti omissivi in capo al datore di lavoro che possano essere stati causa del contagio."
Investire nella sicurezza sul lavoro può tradursi non soltanto in una maggiore tutela delle persone, ma anche in un’opportunità concreta per le aziende. È stato infatti pubblicato il nuovo modello OT23 per l’anno 2027, attraverso il quale le aziende possono richiedere la riduzione del tasso medio di tariffa INAIL per aver realizzato, nel corso del 2026, interventi aggiuntivi rispetto agli obblighi previsti dalla normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
Puoi avere il DVR aggiornato. Puoi organizzare la formazione. Puoi avere procedure, cartelli, dispositivi di protezione e istruzioni scritte. Ma cosa succede se, nella quotidianità, chi guida l'azienda è il primo a considerare la sicurezza un ostacolo?
Quando si parla di rischio chimico sul lavoro, il primo pensiero va normalmente agli obblighi previsti dalla normativa. Valutazione dei rischi, classificazione delle sostanze, formazione dei lavoratori, dispositivi di protezione, procedure operative.