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La verifica dell'idoneità tecnico-professionale dell'impresa affidataria. Parola alla Corte di Cassazione

La verifica dell'idoneità tecnico-professionale dell'impresa affidataria. Parola alla Corte di Cassazione

La sentenza è la n 43604 del 21 novembre 2021 e proviene dalla III Sezione penale della suprema Corte di Cassazione.

Il consiglio che emerge chiaro da questa sentenza è uno: per accertarsi dell’idoneità tecnico-professionale di un’impresa affidataria non è sufficiente fidarsi delle dichiarazioni della stessa ma è necessario che il committente si faccia esibire la documentazione obbligatoria.

La documentazione richiesta deve essere conforme a quella indicata nell’Allegato XVII del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, contenente il Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La vicenda processuale

Questa sentenza ha avuto origine dal ricorso presentato dall’amministratore di una società che era stato condannato per non aver verificato la corretta documentazione dell’impresa affidataria.

Più in particolare, l’amministratore non aveva controllato in modo approfondito né verificato il Durc.

L’azienda affidataria non aveva pagato i contributi dovuti nel modo corretto.

L’amministratore ha fatto ricorso sostenendo la sua non colpevolezza in quanto si è fidato delle dichiarazioni presentate dall’impresario.

La suprema Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso.

Ha motivato il rigetto, mettendo in evidenza che il Giudice aveva deciso sugli esiti dell'attività investigativa svolta dalla Direzione Provinciale del Lavoro il cui personale ispettivo aveva accertato che l’impresa affidataria era una società di intermediazione finanziaria e che quindi era priva dei requisiti tecnici necessari per poter operare nel cantiere.

Gli ispettori avevano inoltre chiarito che l’impresa stessa, non avendo versato i contributi previdenziali per due lavoratori dipendenti trovati a lavorare in cantiere, era comunque sprovvista del Durc.

In conclusione dunque, si è reso ben chiaro l’obbligo da parte del committente di verificare tutta la documentazione necessaria a dimostrare l’idoneità tecnico-professionale delle imprese affidatarie.

L’amministratore della società committente si è visto rigettato il ricorso, ritenuto inammissibile, oltre che condannato a sostenere le spese del procedimento. Il ricorrente è stato condannato al versamento della somma, determinata in via equitativa, di 3000 euro in favore della Cassa delle ammende.

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